La Dama Bianca

Abbiamo già visto che la fantasia popolare ha dato un’interpretazione curiosa al raro evento naturale del fuoco fatuo.

I miti e le leggende hanno da sempre accompagnato la storia dell’uomo e lo hanno sempre aiutato a spiegare gli avvenimenti naturali che lo spaventavano, e nelle fiammelle l’uomo antico pensava di vedere spiriti, anime e diavoletti… certo allora non si avevano i mezzi tecnologici e scientifici di oggi ad aiutare a capire i fenomeni naturali, fisici o chimici: in tal modo correva in soccorso all’uomo la fantasia.

Fenomeni in genere notturni, luci misteriose nella notte, giochi di ombre o luminescenze strane sono anche all’origine di un’altra leggenda, non solo saviglianese, ma presente anche nella nostra città e con una localizzazione precisa… la ex chiesa dei battuti neri, la “crusà”…

Qui si parla, o meglio dire si parlava, di una “dama bianca”… Per “dama bianca” nelle leggende si intende un fantasma femminile. La figura deriva dalla “deformazione” di figure ben più antiche: anche in questo caso, come abbiamo visto per il Culeis, l’origine è da ricercarsi in figure di divinità romane o pre romane. Deriverebbero dalle fate, ma non le fate come intese dalla maggior parte delle persone, cioè le classiche fate da fiaba.

Si fa riferimento alla Fate, in Piemonte faje, derivante da Fatum- padrona del destino, in altri termini le parche, o moire.

Questa figura viene descritta come un’apparizione eterea, bianca (colore della purezza), di luce, notturna e luminosa. In altre leggende riferenti alla Dama Bianca, nella zona del saluzzese, si parla di questa figura come derivante dalla dea Diana-Erodiade. Curioso il fatto che nelle vicinanze della chiesa della Crusà sorgesse, nella zona dell’attuale San Pietro, un tempio dedicato appunto a Diana.

Il nome “dama” potrebbe far semplice riferimento al fatto che sia una figura femminile, quindi Dama Bianca – Signora Bianca… o un collegamento con altre creature notturne.

In piemontese il Barbagianni e la Civetta, entrambi uccelli notturni, si chiamano rispettivamente Dama e Dama da pajè… Coincidenza? Probabilmente no, dato che gli uccelli in questione sono di colore bianco-grigio, sono appunto notturni (come la tradizione popolare vuole siano i fantasmi) e quindi legati a qualcosa di misterioso.

Durante il 12° secolo si cominciano a riportare leggende popolari su esseri spirituali, chiamati in vario modo: bonae res (“cose buone”), dominae nocturnae (“signore della notte”) o fatae (“fate”, “faje”), che visitavano le case di notte.

Si riteneva che queste visite portassero buona fortuna, perché se il cibo era abbondante e le case ben in ordine, le bonae res avrebbero restituito tutto quanto preso prima che la notte fosse finita. Esse potevano anche punire gli abitanti di una casa che non era ordinata, o che non avevano abbastanza da mangiare e da bere, ritirando la loro benedizione. A volte si diceva che gli spiriti fossero guidati da una regina, che aveva nomi diversi a seconda della fonte della leggenda: Bensoria, Diana o Erodiana (combinazione di Erodiade e Diana) in Italia, Satia e Dame Abonde in Francia, Holde o Brechta in quella che oggi è la Germania.

In molte leggende legate a spiriti o fantasmi femminili ricorre il bianco…

LA RAGAZZA CON L’ABITO BIANCO

Questa leggenda della cosidetta “dama bianca” che si diceva “abitasse” nel campanile della chiesa dei battuti neri ricorda molto, per varie analogie, la leggenda della ragazza con l’abito bianco… molto comune, con molte varianti…

Questi spiriti femminili vengono sempre indicati presso luoghi sacri come chiese o, molto spesso anche presso cimiteri… come in questo racconto, da molti riferito come “sentito da chi conosce direttamete chi ha avuto l’esperienza .

Dopo il consueto lavoro di propaganda il viaggiatore stava rientrando al calar della sera quando viene fermato da una ragazza dall’apparente età di quindici anni che gli chiede un passaggio. L’uomo la invita a salire riprendendo la sua marcia.
Dopo alcuni chilometri notando che la ragazza non parla le rivolge la parola chiedendo il motivo del suo mutismo. “Sento freddo gli avrebbe risposto la ragazza”. Al che il viaggiatore si toglie la giacca facendogliela indossare. Lungo la strada la ragazza prega l’uomo di fermarsi perché era già giunta a destinazione.
Con la giacca sulle spalle l’inconsueta passeggera prega l’uomo di attendere un momento, bussa ad una porta ed entra in casa. Il viaggiatore attende dieci minuti poi quando nota che la ragazza non accenna a ritornare per restituirgli la giacca, si decide a scendere dalla sua auto e bussare alla stessa porta dalla quale era entrata la ragazza. Vi trova una vecchietta che cade dalle nuvole quando le viene chiesto se la ragazza che era entrata dentro intendesse restituirgli la giacca.
La vecchietta risponde che nessuna ragazza era entrata dentro e che la sola nipote che stava con lei era morta da circa cinque anni. A conferma delle sue dichiarazioni cercava una fotografia mostrandola al viaggiatore. Grande la sorpresa quando l’uomo notava che la giovane era proprio quella che aveva viaggiato con lui. L’uomo non contento credendo che gli si volesse rubare la giacca minacciava l’anziana signora di denunziare l’accaduto ai carabinieri al che la padrona di casa pregava l’uomo di volerla seguire al cimitero.
Quando giungevano nel luogo sacro con grande stupore trovavano ambedue la giacca sulla tomba della ragazza che effettivamente era morta da circa cinque anni. Naturalmente il fantasioso racconto finisce a questo punto. L’accaduto sembra una trama da una favola però nei creduloni ha fatto presa ed il fatto viene commentato come vissuto effettivamente.
Niente di strano che possa essere lo scherzo di un burlone o il racconto vero di uno sconosciuto viaggiatore in preda ai fumi dell’alcool.

 

 

 

Claudio Rocca

 

 

Fonti:

P.C. Jorio                              –  “Acque, ponti e diavoli nel leggendario alpino”

AA.VV.                                    –  “Masche e streghe tra Occitania e Piemonte”

M. Savi Lopez                       –  “Leggende delle Alpi”

E. Bassignana                      –  “Piemonte Magico”

M. Centini                              –  “Guida insolita al Piemonte”

B. Mazzi                                 – “Il piano delle streghe”

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