Serpenti e latte

Molte leggende raccontano di figure immaginarie con caratteristiche prese in prestito dal mondo animale, ma alcune volte le figure in questione sono reali.

Questo avveniva già per gli antichi, i trattati di zoologia erano un misto di realtà, fantasia e superstizione. Nei suddetti bestiari, così erano chiamati, non si spiegava la vita e l’aspetto dell’animale in questione, ma quasi sempre il simbolo che rappresentavano.

Ecco così comparire animali immaginari come il drago, il basilisco, l’unicorno e animali reali ma fortemente simbolici, come l’agnello, la colomba e il serpente.

Proprio quest’ultimo è il protagonista di una leggenda: la leggenda dei serpenti e del latte.

Come tutti sanno, il latte è una sostanza prodotta dai mammiferi per alimentare i cuccioli.  Quindi con i serpenti, che sono dei rettili, non dovrebbe avere nulla in comune.

Benché in Piemonte di bisce velenose non ne esistano, da sempre su di loro sussiste un timore esagerato, che va ben oltre alla reale pericolosità dell’animale.

Si inorridisce dinanzi alla muta, alle pupille, alla pelle lucida e allo stridente sibilo.

Pur essendo comunemente considerati esseri negativi e malefici, le serpi possono però anche portare, in qualche caso, fortuna e felicità.

Sognare serpenti è di cattivo augurio ed è presagio di calunnie, ma, secondo un’antica tradizione, le bisce possiedono la capacità e l’astuzia da riuscire ad entrare nelle stalle per succhiare il latte direttamente dalle mammelle delle vacche.

L’origine di questa assurda credenza, è probabilmente un pretesto inventato da qualche contadino disonesto, per mascherare l’indebita sottrazione di latte ai vicini, sta di fatto che questa biscia, detta bessa latôna (biscia lattona), era anche addebitata la colpa di succhiare il latte alle puerpere, fino a far deperire i lattanti.

Secondo questa leggenda, buoni antidoti contro questa minaccia erano il bruciare vecchie scarpe e tacchi usati, appendere alle finestre trecce spoglie dell’aglio.

Ma il sistema migliore era affidarsi alla protezione di san Paolo, il quale, giunto in quel di Malta, venne infatti morso da una serpe velenosa, riuscendo però miracolosamente a sopravvivere.

Da allora le serpi che, in occasione della ricorrenza della sua Conversione (25 gennaio), si azzardano a mettere il capo fuori dalla tana, rimangono regolarmente fulminate dalla maledizione del Santo.

Sempre a questo proposito, si crede che i morsi dei serpenti velenosi si curino con la saliva delle persone nate in tal giorno (o dai settimi figli maschi); queste persone, dette serpari, sembra possano anche toccare impunemente i più velenosi serpenti senza timore d’esserne morsi.

 LA BISCIA LATTONA

Un tempo lontano, in una piccola borgata di campagna tra pascoli e campi, viveva una giovane coppia di sposi.

La borgata era molto piccola, la coppia allevava qualche capra e produceva formaggio.

Passato un po’ di tempo alla giovane coppia nasce un bambino: un bambino sano e vispo che mangia e cresce bene…

Nella stessa borgata viveva una donna che aveva una cattiva fama: si diceva che facesse “la fisica”, che praticasse strani rituali magici e malefici, anche se aveva anche aiutato qualcuno a guarire preparando strane pozioni con erbe “magiche”; in poche parole si diceva fosse una “masca”.

Il neonato cresceva bene, le settimane passavano ma… accadde un imprevisto: alla donna venne a scarseggiare il latte, il bambino aveva fame ma il latte era poco, per non dire che proprio non c’era!

La coppia disperata non sapeva a che santo raccomandarsi, provarono a parlare con un medico che visitò la donna trovandola in perfetta salute.

La cosa strana è che il latte mancava ma… era come se il bambino avesse mangiato! Cioè non mancava per cause naturali, era stato “consumato”!

Al marito della donna venne un’idea: parlarne con la “masca”! Nonostante i dubbi e i tentennamenti anche la giovane mamma si convinse, d’altra parte il latte era fondamentale e il bambino doveva mangiare. Così l’uomo si presentò dalla “masca”, le spiegò la situazione e ottenne un consiglio: andare a casa e, alla sera mettersi a letto tranquillo, ma con uno strano “accorgimento”. Disse all’uomo di sistemare accanto al letto un secchio con del latte di capra. L’uomo seguì il consiglio e si mise a letto.

Nella notte l’uomo non riusciva a dormire: la preoccupazione per il bambino e la paura che il consiglio bizzarro fosse inutile lo tenevano sveglio… teneva il lume acceso e fu spettatore di un fatto strano: da sotto il letto, dal lato dove dormiva la moglie, vide uscire una biscia che si diresse verso il secchio del latte andandoci a cadere dentro… annegando!

Il sospetto della “masca” era giusto: il latte durante la notte veniva mangiato dalla “biscia lattona”!

Dal giorno successivo alla giovane mamma non mancò più il latte, il bambino ricominciò a mangiare regolarmente e a crescere… e tutta la borgata fu molto riconoscente con “masca” buona.

Speak Your Mind

*